Chiama Dio “Abba”!

di Joyce Meyer

Chiama Dio “Abba”!

Voi non avete ricevuto uno spirito di servitù per ricadere nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito di adozione, mediante il quale gridiamo: «Abbà! Padre!» (Romani 8:15)

La paura può esercitare una forte influenza sulla nostra vita. La paura, però, non è altro che la perversione della fede da parte del nemico, che ci dice: “Credimi, non funzionerà! Le tue preghiere non servono a niente. Tu non sei retto davanti a Dio. Sei un fallimento!”.

La paura ti dice sempre quello che non sei, che non hai, che non riesci a fare e che non sarai mai. Ma Romani 8:15 dice che tu sei un figlio o una figlia di Dio e che puoi chiamarlo “Abba, Padre”.

Anzi, il termine “Abba” veniva usato dai bambini piccoli per rivolgersi ai loro padri e sarebbe più simile alla nostra parola “papà”. È meno formale di “padre” e denota una fiduciosa confidenza tra un bambino e suo padre.

Gesù ha detto che noi possiamo chiamare Dio “Abba” perché Lui ci ha liberati da ogni paura. Dio si prenderà sempre cura dei Suoi amati figli e noi possiamo accostarci a Lui senza il timore di essere respinti. Quando corriamo a Lui con qualsiasi problema o dolore, Lui ci aspetta a braccia aperte per consolarci e incoraggiarci!

Spunto di preghiera: “Abba, Papà, io so che Tu ti prenderai cura di me, che sono un Tuo amato figlio. Solo Tu mi puoi liberare da ogni paura, quindi mi getto tra le Tue braccia spalancate!”.

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